Ricci disabili: come stanno dopo la liberazione?
Una notte nel paradiso dei ricci disabili
Se avete letto il mio articolo “Quando la libertà cambia forma”, sapete già che esistono ricci che, per le loro condizioni, non possono essere restituiti completamente alla vita selvatica.
Questo non significa però che non possano avere una vita all’aperto, esplorare, mangiare, incontrare altri ricci e fare... i ricci.
In quel meraviglioso giardino dedicato ai ricci disabili ne ho liberati 12.
Da maggio a luglio, nei miei giorni liberi, andavo a Quartino da Romina a prendere i ricci destinati alla semi-libertà e li accompagnavo nella loro nuova casa.
Ognuno di loro ha una storia e una disabilità diversa:
❤️💚💖 Gina ha le fessure oculari molto piccole che le impediscono di vederci bene.
💙💛💖 Maya le è stata amputata la zampa posteriore sinistra.
❤️💖❤️ Foxi ha la zampa anteriore sinistra storta e presenta zoppia.
❤️🧡💛 Triccia è cieca e gira di giorno.
❤️💙❤️ Enea aveva la rogna, pochi aculei e gli è stata amputata la zampa posteriore destra.
❤️💛🧡 Nico ha problemi neurologici e cecità.
💛🤍💛 Luna ha importanti problemi neurologici.
❤️🧡🤍 Primo ha un’importante ferita alla testa, con esiti permanenti.
❤️🧡🧡 Secondo trovato in stato di congelamento, enorme ascesso sul collo e perdita di un occhio.
❤️🧡❤️ Anacleto è cieco.
❤️🤍💖 Spike ha problemi neurologici
🤍💛💙 Gianni ha problemi neurologici e gli è stata amputata la zampa posteriore sinistra.
All’inizio di agosto sono tornata nel parco per una piccola “missione notturna”. Volevo vedere come stavano i ricci rilasciati e controllare che tutto procedesse bene, perché queste polpette spinose sono più delicate rispetto a un riccio perfettamente sano.
Con me c’era Simona, un’altra volontaria, e il giardiniere del parco. Torce alla mano, bilancia e colori per l’identificazione: eravamo pronti.
Per la prima mezz’ora abbiamo visto soltanto Gianni, impegnatissimo a litigare con Maya. La cosa buffa è che entrambi hanno una zampina amputata, ma evidentemente questo non impedisce affatto di bisticciare per bene! 😄
Poi è comparsa Triccia, tranquilla in mezzo al prato, bella cicciotta e in ottima forma.
Abbiamo continuato a camminare lentamente nel giardino, in silenzio e al buio. Sotto le piante si sentivano le foglie muoversi, qualche rumore improvviso e quel continuo snif snif dei ricci che annusano l’aria. Altro che animali silenziosi!
Abbiamo trovato anche Foxi, anche lei stava bene.
Poi, da un cespuglio, è arrivato un concerto di soffi e rumori vari. Non siamo riusciti a capire cosa stessero combinando, se fosse una lite oppure un carosello d’amore, ma dentro c’erano Gina ed Enea.
E qui è arrivata una delle sorprese più belle della serata: Enea, che avevo liberato con pochissimi aculei, era completamente ricoperto. Gli erano ricresciuti tutti!
Abbiamo poi incontrato Secondo, tranquillo sotto le piante, e Luna, che pesava 810 grammi, ha perso un po’ di peso dal rilascio ma nulla di preoccupante.
Luna è fortemente neurologica e cammina davvero male. Dopo appena un metro può perdere l’equilibrio e cadere sul fianco. Eppure quella sera era lì, tranquilla, a mangiare.
All’inizio della serata ero un po’ apprensiva. Mi chiedevo se avremmo trovato qualche riccio in difficoltà e se, alla fine della nostra spedizione notturna, avremmo dovuto riportarne qualcuno al Centro Recupero Ricci di Quartino.
Invece, man mano che passavano le ore, l’apprensione ha lasciato spazio alla soddisfazione. Vederli muoversi nel giardino, mangiare, litigare ed esplorare mi ha dato una conferma importante: il progetto della libertà dei ricci disabili non è soltanto un’idea bella sulla carta. È una realtà che funziona.
Alla fine della serata all’appello mancavano Nico, Primo, Anacleto e Spike. Il parco è grande e lo abbiamo girato quattro volte, quindi non averli incontrati non significa certo che non stessero bene. Semplicemente, quella notte hanno deciso di non farsi vedere.
È stata una serata diversa dal solito: abbiamo camminato per ore nel buio, ascoltando il rumore delle foglie e cercando di riconoscere, una alla volta, le nostre polpette spinose.
Di alcuni di questi ricci vi ho già raccontato la storia. Degli altri vi parlerò più avanti.
Le storie sono tante e ci vuole un po’ di pazienza per raccontarle tutte. 🦔
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