7 domande (e risposte) sugli aculei dei ricci, la loro incredibile armatura
Piccola guida sugli aculei delle polpette spinose
Quando sono stata al Centro Recupero Ricci La Ninna, per i miei cinque giorni di volontariato, mi sono trovata improvvisamente circondata da circa 270 ricci.
Duecentosettanta. Una quantità di polpettine spinose che sinceramente non avevo mai visto tutta insieme.
Tra una pulizia e l’altra, aiutavo il team a sistemare le loro tane temporanee, spostarli delicatamente, pesarli, osservare il loro stato di salute.
Ed è lì che ho iniziato a notare una cosa.
Gli aculei dei ricci non sono tutti uguali.
E così sono emerse alcune curiosità:
Come funzionano davvero gli aculei dei ricci?
Perché pungono?
Perché alcuni fanno più male di altri? E soprattutto…
Quanti accidenti di aculei hanno i ricci?
Così mi sono messa a studiare.
E ho scoperto cose davvero affascinanti.
Gli aculei dei ricci sono come spine?
Partiamo da una cosa che sorprende sempre. Gli aculei del riccio non sono spine e nemmeno ossa. Sono in realtà peli modificati, evoluti nel tempo per diventare una perfetta protezione naturale.
Sono fatti di cheratina, esattamente come i nostri capelli, le unghie e il pelo degli animali. La differenza è che nei ricci questi peli sono diventati più spessi, rigidi e appuntiti.
Ogni aculeo misura in media tra i 2 e i 3 centimetri, è cavo all’interno (quindi leggero ma resistente) e cresce dal corpo come un normale pelo.
Una cosa interessante è che la parte dura dell’aculeo non contiene terminazioni nervose, proprio come succede ai nostri capelli.
Però attenzione: il riccio percepisce eccome quando viene toccato.
Alla base degli aculei ci sono follicoli e tessuti molto sensibili che trasmettono movimenti, vibrazioni e pressione. È anche per questo che basta sfiorare certi ricci per vederli subito reagire: qualcuno si appallottola, qualcuno sbuffa e qualcuno decide gentilmente di pungervi 😄
Insomma: gli aculei non sono “insensibili”, anzi. Sono parte di un sistema di difesa molto sofisticato.
Quanti aculei ha un riccio?
Ok, domanda seria.
Secondo voi quanti aculei ha una polpetta spinosa?
100?
500?
Molti di più.
Un riccio europeo adulto possiede in media tra 5’000 e 7’000 aculei, ma alcuni esemplari grandi possono arrivare anche vicino agli 9’000.
E no, non è una stima inventata. La parte divertente è questa: qualcuno li ha davvero contati. Uno per uno. Negli anni alcuni ricercatori hanno contato manualmente gli aculei di 5 diversi ricci e poi fatto una media.
Non so chi abbia avuto tutta quella pazienza, ma gli sono molto grata 😄
I cuccioli nascono già spinosi?
Sì.
Ed è una delle cose più incredibili. I piccoli ricci nascono già con circa 100 piccoli aculei morbidi e chiari. Per fortuna della mamma, durante il parto sono ancora coperti da una pelle leggermente gonfia che evita di ferirla. Nel giro di poche ore iniziano a comparire. Poi, crescendo, sviluppano aculei sempre più robusti fino ad arrivare alla loro armatura definitiva.
Onestamente? L’idea di un mini riccio appena nato con mini aculetti è una delle cose più tenere che esistano.
I ricci hanno la stessa “densità spinosa”?
Una cosa che ho notato tantissimo alla Ninna è questa: non tutti i ricci hanno la stessa quantità di aculei o la stessa densità. Alcuni sembrano delle vere spazzole pungenti. Altri, hanno aculei più distanziati e si intravede maggiormente la cute.
Ed è assolutamente normale.
Dipende da tanti fattori:
Genetica
Età
Stato nutrizionale
Salute generale
Muta naturale
Un riccio sano può avere un aspetto molto diverso da un altro.
E infatti ora capisco anche perché alcuni dei miei ricci nel mio giardino mi pungono tantissimo e altri quasi niente 😄
Gli aculei sono tutti uguali?
Se guardate un aculeo da vicino (sì, io ormai li osservo pure da vicino 😂) noterete una cosa curiosa. Gli aculei del riccio europeo non sono di un colore uniforme. Hanno delle vere e proprie strisce naturali.
Di solito troviamo:
Una base chiara
Una banda più scura (nera o marrone)
Una punta beige o biancastra
E l’intensità cambia moltissimo.
Esistono ricci:
Più rossicci
Più grigi
Molto scuri
Chiarissimi
Un po’ come noi abbiamo colori diversi di pelle e capelli.
Ed è anche uno dei motivi per cui, osservandoli tanto, finisci davvero per riconoscerli. La Pimpa per esempio, già da lontano la riconosco perché ha molti peli sotto al muso mentre Minù ha una densità di aculei inferiore agli altri.
Perché alcuni aculei pungono più di altri?
Qui arriva la risposta alla mia domanda iniziale.
Quando un riccio è tranquillo e rilassato, gli aculei stanno quasi tutti nella stessa direzione, orientati all’indietro e abbastanza appoggiati sul corpo. In pratica sono più “morbidi”, rilassati.
Ma quando il riccio si sente minacciato… beh, cambia tutto.
Grazie alla contrazione del muscolo pannicolare che avvolge il corpo, il riccio si chiude a pallina e gli aculei:
Si alzano
Si irrigidiscono
Cambiano direzione
Si incrociano tra loro
Ed ecco spiegato perché alcuni ricci sembrano “coccolabili” e altri sembrano dei ninja in missione 😄
Gli aculei dei ricci cadono?
Sì.
Come noi perdiamo capelli, anche i ricci perdono naturalmente qualche aculeo.
Anche i piccoli attraversano una specie di muta, chiamata quilling, dove gli aculei più giovanili vengono sostituiti da quelli adulti.
⚠️ Ad alcuni ricci mancano gli aculei
Se invece un riccio presenta zone senza aculei, bisogna capire il motivo.
Le cause possono essere diverse.
Incidenti e ferite: purtroppo decespugliatori, tosaerba, morsi di animali o incidenti possono causare perdita permanente di aculei e cicatrici.
Rogna: una delle cause più frequenti. È una malattia provocata da piccoli acari e può causare la perdita massiva di aculei, croste, prurito e cute ispessita. La buona notizia è che si può curare.
Parassiti: zecche e pulci in quantità importante possono indebolire molto il riccio e causare la perdita di aculei.
Malnutrizione: un riccio debilitato può avere aculei più fragili, radi o opachi.
Infezioni cutanee: condizione rara ma possibili.

In questo video girato alla Ninna cercavo di far vedere il movimento degli aculei.
Una piccola nota importante: tutte le foto e i video presenti in questo articolo sono realizzati da me oppure condivisi gentilmente grazie alla preziosa collaborazione dell’Associazione Amici del Riccio Ticino e del Centro Recupero Ricci La Ninna, che ogni giorno si impegnano nella tutela delle nostre amate polpette spinose.










