Milo, il riccio che è sopravvissuto alle lame 🦔
Decespugliatori, tosaerba e simili sono un incubo per le polpette spinose di tutto il mondo.
⚠️ Importante:
Prima di iniziare, una piccola nota. In fondo a questo articolo troverete alcune immagini forti di ricci feriti. Non sono pubblicate per provocare o scioccare, ma per sensibilizzare sull’utilizzo dei decespugliatori e tagliaerbe, un problema che nei centri di recupero viene visto molto spesso purtroppo.
A volte vedere la realtà aiuta a capire quanto possano essere importanti anche piccoli gesti di attenzione nei nostri giardini.
Nelle ultime settimane il team del Centro Recupero Ricci La Ninna ha raccontato sui suoi canali la storia di Milo.
Milo è arrivato al centro con una ferita impressionante: il muso mutilato. Una parte del volto è stata letteralmente tranciata. Quando è stato trovato, però, la ferita non era fresca. Le cicatrici erano già rimariginate.
Questo significa una cosa sola: Milo è sopravvissuto così, in natura.
Probabilmente l’incidente è avvenuto mesi prima. Probabilmente durante lavori di giardinaggio, a causa di un decespugliatore o di un attrezzo simile usato tra erba alta, rovi o mucchi di foglie.
Non lo sapremo mai con certezza. Ma chi lavora nei centri di recupero sa bene che questo tipo di ferite è purtroppo molto comune.
La storia di Milo in breve
Data di ritrovamento: febbraio 2026 (a fine mese)
Luogo di cura: Centro Recupero Ricci La NinnaCondizioni al momento del recupero:
Milo è stato trovato gravemente ferito, con lesioni compatibili con un incidente da decespugliatore. Peso 370 g. Presenza di pulci e zecche.Le principali ferite riscontrate:
Muso mutilato fino a metà del palato
Frattura a una zampa posteriore
Lussazione dell’anca
Nonostante tutto, Milo ha mostrato fin da subito una grande voglia di vivere: nei primi giorni ha iniziato a mangiare con appetito e a reagire bene alle cure.
Controlli veterinari:
Una lastra di controllo ha confermato la frattura dell’arto posteriore e la lussazione dell’anca.Come sta ora:
Milo è ancora in cura alla Ninna, dove lo staff e i volontari si stanno occupando di lui con grande attenzione. Sta combattendo con una forza sorprendente.
Milo che beve senza difficoltà malgrado il musino mutilato:
Un pericolo nascosto nei giardini
La storia di Milo purtroppo non è un caso isolato.
In primavera e in estate molti ricci dormono o si nascondono nei nostri giardini e parchi pubblici dove trovano:
Erba alta
Bordi di siepi
Mucchi di foglie
Cataste di legna
Rovi e cespugli
Luoghi perfetti per loro. Ma luoghi pericolosissimi quando entrano in funzione decespugliatori, tagliaerbe e simili.
Questi incidenti non accadono necessariamente per incuria o cattiveria.
È semplicemente che chi utilizza questi strumenti non sa che in quei luoghi potrebbe esserci qualche riccio nascosto.
Qualcuno si potrebbe chiedere: Ma i ricci non scappano con i rumori?
Le polpette spinose, ahimè, quando percepiscono un pericolo non scappano. Si chiudono a palla. È il loro istinto di difesa. E contro questi strumenti non possono farcela.
Ferite che restano
Così succede che molti ricci arrivino ai vari centri di aiuto con mutilazioni gravissime: zampe amputate, musi distrutti, mandibole fratturate e così via.
Alcuni, sfortunatamente, non sopravvivono.
Altri sopravvivono alle ferite, ma restano mutilati: senza una zampa, con la mandibola compromessa o con ferite che non permettono più una vita completamente autonoma.
Proprio come la polpepetta spinosina Milo che è riuscito incredibilmente a cavarsela… ma portando i segni di quell’incontro per tutta la vita.
Quando un riccio è nella stessa situazione di Milo (sopravvissuto ma mutilato), la liberazione in natura non è più possibile. Alcuni di loro vengono accolti in recinti molto ampi o parchi protetti, dove possono vivere in una sorta di semi-libertà, seguiti e protetti.
Il giardino perfetto per un riccio
La verità è che il giardino ideale per i ricci non è quello perfettamente rasato e ordinato.
È quello un po’ più selvatico.
Un giardino con angoli lasciati naturali, con foglie, con piccoli rifugi. Un giardino che accetta un po’ di imperfezione e si lascia avvolgere dalla magia della natura.
Proprio per questo Pro Natura promuove iniziative per favorire giardini più naturali e amici della biodiversità, arrivando anche a certificare giardini che rispettano determinati criteri ecologici. Spazi come il mio giardino dove insetti, piccoli mammiferi e altri animali selvatici possano trovare rifugio e cibo.
Se potessi dare un consiglio semplice sarebbe questo: evitate il più possibile l’uso di decespugliatori e lame rotanti. Ma se proprio non potete farne a meno, allora fermatevi un momento prima di iniziare e:
Controllate bene l’area.
Muovete la vegetazione con un bastone.
Procedete lentamente.
Perché sotto quell’erba alta potrebbe esserci qualcuno che dorme. E che conta su di noi per continuare a farlo in sicurezza.
La natura non ha bisogno di essere perfettamente pettinata.
⚠️ Attenzione: da qui in poi immagini forti ⚠️
Le fotografie che seguono mostrano ricci feriti da attrezzi da giardino.
Sono immagini difficili da vedere, ma servono a ricordarci quanto possano essere devastanti incidenti che spesso avvengono semplicemente per distrazione.
Non sono immagini pubblicate per scioccare.
Sono immagini pubblicate per evitare che succeda ancora.
Perché basta davvero poco: fermarsi un momento, controllare tra l’erba, e ricordarsi che nei nostri giardini non viviamo da soli.
Inizio immagini: ricci feriti


Un grazie speciale a Massimo Vacchetta e al team del Centro Recupero Ricci La Ninna per aver condiviso la storia e le immagini di Milo e, soprattutto, per il lavoro instancabile che ogni giorno svolgono per salvare e curare i ricci in difficoltà.
Un grazie di cuore anche agli amici dell’Associazione Amici del Riccio, sempre disponibili a condividere fotografie, esperienze e preziose conoscenze sulla cura e la protezione di questi piccoli animali.
Senza la passione e la dedizione di persone come loro, molte storie non avrebbero un lieto fine. 🦔





