Chi sono davvero le polpette spinose?
Facciamo un po' di biologia 🦔
Sono mesi che vi racconto storie di polpette spinose, di ricci incontrati nei giardini, salvati, curati, accompagnati verso la libertà.
Eppure mi sono resa conto di una cosa: non abbiamo mai fatto la lezione di biologia.
Una lezione leggera però, promesso. Niente interrogazioni.
Quindi oggi facciamo un passo indietro e parliamo un po’ del riccio europeo, giusto per conoscerlo meglio.

Chi è il riccio europeo
Il riccio di cui parlo (e che incontriamo qui da noi) è il riccio europeo (Erinaceus europaeus).
È un piccolo mammifero selvatico, diffuso in gran parte dell’Europa, Svizzera compresa. Vive soprattutto in giardini, siepi, boschi, campi e zone semi-urbane, purché ci siano rifugi e cibo.
È un animale notturno: di giorno dorme nascosto, di notte esce per esplorare il territorio alla ricerca di cibo. Se lo vedete in pieno giorno, spesso significa che qualcosa non va.
Quante spine ha una polpetta spinosa?
Un riccio europeo adulto ha in media tra 5’000 e 8’000 aculei.
Le spine non sono altro che peli modificati, duri e cavi all’interno. Non vengono “lanciate” (sì, è un mito) e servono come difesa: quando il riccio si sente minacciato, si appallottola e diventa una piccola fortezza spinosa.
Dimensioni e aspettativa di vita
Un riccio adulto pesa generalmente tra 800 g e 1.200 g, anche se prima del letargo può pesare di più.
In natura l’aspettativa di vita è piuttosto bassa: pochi ricci superano i 3–4 anni. Si stima che solo il 20–30% dei piccoli superi il primo anno di vita.
Un animale solitario
Il riccio è un animale solitario. Non vive in gruppo e non ha bisogno di compagnia, se non durante il periodo dell’accoppiamento. Ogni riccio ha il suo territorio, che percorre ogni notte, soprattutto i maschi.
Il letargo
Uno degli aspetti più affascinanti del riccio è il letargo invernale.
Quando le temperature scendono e il cibo diminuisce, il riccio rallenta tutto: metabolismo, battito cardiaco, respirazione. Si rifugia in un nido fatto di foglie secche e dorme per mesi, vivendo grazie alle riserve di grasso accumulate.
Negli ultimi anni, però, il cambiamento climatico sta scombussolando molto questo equilibrio: inverni più miti e periodi caldi fuori stagione fanno sì che alcuni ricci non vadano in letargo o si sveglino troppo presto.
Cosa mangia, come si riproduce, come capire se maschio o femmina?
Questi temi li ho già affrontati in altri articoli, quindi non mi dilungo qui.
Vi lascio però i link, così potete approfondire se vi va:
Perché è importante conoscerli
Conoscere il riccio significa aiutarlo meglio.
Sapere quando intervenire, quando no, cosa è pericoloso per lui nei nostri giardini e perché piccoli gesti (una ciotola d’acqua, un passaggio libero nelle recinzioni, un giardino più naturale) possono fare la differenza.
E poi, diciamolo: più li conosciamo, più è impossibile non innamorarsene.
Le nostre polpettine spinose meritano almeno una lezione di biologia fatta con il cuore 🦔💚





