Tornare alla Ninna
Qualche tempo fa vi avevo raccontato la mia esperienza alla Ninna, in un weekend fatto di ricci, mani sporche, stanchezza e sorrisi.
Un’esperienza che mi aveva lasciato dentro qualcosa di difficile da spiegare, ma impossibile da dimenticare.
Questa volta torno alla Ninna per cinque giorni!
Sono arrivata al Centro Recupero Ricci La Ninna questa mattina (lunedì) verso le 9:30. Ad accogliermi c’erano Chiara e Veronica, sorridenti e operative come sempre. Dopo un breve scambio, mi sono subito messa al lavoro seguendo le loro indicazioni.
La prima parte della mattinata l’ho trascorsa da sola al piano di sotto, a sistemare i box dei ricci. Ed è stato lì che, tra una pulizia e l’altra, mi sono persa con i pensieri, osservando quanto anche i ricci abbiano caratteri tutti diversi:
c’è chi tiene la cuccia in perfetto ordine
chi distrugge ogni foglio di giornale trasformando il box in un piccolo caos
chi dorme beato sotto il giornale come fosse una coperta
c’è il riccio più pulito, che fa i bisogni sempre nello stesso punto
e quello che invece sparge pipì e cacchina un po’ ovunque
c’è chi rovescia le ciotole, chi lancia il cibo…
Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti. E poi c’è il momento in cui li sposti per pulire:
c’è chi continua a dormire come se nulla fosse
chi si agita
e chi soffia arrabbiato, come a dire “ma proprio adesso?”
La giornata è stata intensa, ma è volata.
Finito il turno, Chiara e Veronica sono rientrate a casa. Io sono rimasta ancora un po’ con Laura, la veterinaria, ad aiutarla a dare da mangiare ai ricci più critici. È stato un momento prezioso: ascoltarla, osservare il suo lavoro e imparare da lei.
Oggi sono stata anche fortunata e ho avuto modo di conoscere il dottor Massimo, un incontro che ha arricchito ulteriormente questa esperienza.
Stanca, sì.
Ma profondamente felice.
Ora torno al mio alloggio. Domani la sveglia suonerà presto: alle 8:00 si ricomincia.




