Cinque giorni di volontariato alla Ninna
E un messaggio che mi porto dentro.
Ho concluso i miei cinque giorni di volontariato presso il Centro Recupero Ricci La Ninna.
Sono stati giorni meravigliosi. Intensi. Veri.
Non è facile mettere ordine tra tutte le emozioni vissute. Ci sono stati momenti bellissimi e altri dolorosi. Ma forse la cosa più importante non è raccontare tutto, bensì condividere quello che questi giorni mi hanno insegnato.
Ogni mattina iniziavo alle 8. Mi mettevo al lavoro seguendo le direttive del centro e gli insegnamenti del team esperto. Sistemare box, cambiare giornali, preparare il cibo, controllare i pesi, osservare comportamenti.
Piccole azioni, ripetute centinaia di volte, che insieme fanno una differenza enorme. Perché alla Ninna, in questo momento, ci sono circa 270 ricci. Duecentosettanta vite divise in livelli di salute diversi.
Ci sono i ricci all’esterno, prossimi alla liberazione: salute buona, peso adeguato, si aspetta solo il clima giusto.
Ci sono ricci sani ma ancora sottopeso, che devono essere monitorati e pesati con costanza.
Ci sono i ricci che necessitano terapie: antiparassitari, inalazioni, cure quotidiane che richiedono tempo e pazienza.
E poi c’è la sezione più delicata: quella dei disabili. Ricci stabilizzati, tenerissimi, che purtroppo non potranno più tornare in natura. Traumi e ferite che non permetterebbero loro di sopravvivere allo stato selvatico. Per loro si sta lavorando a un progetto speciale: una via di mezzo tra la liberazione e la cattività, dei rilasci controllati che possano garantire una vita dignitosa e sicura.
In questi giorni è arrivato anche un piccolo riccio appena svegliato dal letargo: Giuggiolo. Ho visto il team intervenire con rapidità e professionalità, ma purtroppo il piccolo non ce l’ha fatta. Sono momenti che fanno male. Momenti che ricordano quanto questo lavoro sia fatto anche di perdite, non solo di salvezze.
I giorni sono passati velocissimi. Non mi stancavo mai. Spesso restavo oltre l’orario, perché l’ambiente era bello, le persone erano belle e io stavo imparando tantissimo. Assorbivo conoscenza di un mondo che fino a un anno fa conoscevo appena e che oggi mi ha travolta completamente.
Ho incrociato volontari fissi come Gianfranco, pensionato, che dedica un giorno a settimana. Marina. Claudia. Persone che scelgono di esserci con costanza, settimana dopo settimana.
E poi il team della Ninna:
Massimo Vacchetta, che mi ha accolta con fiducia; Laura, Chiara, Veronica, Silvia, Francesca, Julia, Maurizio ed Elisa, sempre pronti a spiegare con pazienza e passione ogni mansione, e Daniela, la coordinatrice che prima o poi conoscierò di persona.
Ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa.
E poi i ricci…
Mi mancherà aiutare Nella a mangiare.
Mi mancherà guardare Bella che si gratta.
Mi mancherà cercare di non farmi mordere da Timothy.
Mi mancherà Riccetto che, appena sistemavo il suo box, lo ribaltava di nuovo.
Mi mancherà Alicio che mi aspettava sereno.
E mi mancheranno anche loro, i cani della Ninna.
Il dolce Fosco, sempre pronto a riempirti di feste.
L’attivissima Belka, energia pura.
La piccola Chicca, con la sua presenza discreta.
E la dolce Briciola, che con uno sguardo riusciva a sciogliere qualsiasi stanchezza.
Perché alla Ninna non ci sono solo ricci da curare. C’è un ecosistema fatto di persone, animali, relazioni e cura reciproca.
Se c’è una cosa che mi porto a casa da questi cinque giorni è questa: le persone che fanno volontariato hanno quasi sempre qualcosa in comune. Una sensibilità profonda. Empatia. Un’intelligenza emotiva che si percepisce subito. Ognuno con la propria storia, ma tutti con lo stesso desiderio di fare bene.
Quando incontro persone così, mi si scalda il cuore.
Anche quando il mondo sembra andare a rotoli, sapere che esistono luoghi come la Ninna e persone così mi rincuora.
Rifletto:
se ognuno di noi dedicasse anche solo uno o due giorni all’anno al volontariato, vi rendete conto di che potenza sarebbe? Di quanto bene si potrebbe fare per gli altri e anche per noi stessi?
Il volontariato non cambia il mondo in un giorno.
Ma cambia il mondo di qualcuno.
E cambia anche noi.
Cinque giorni sono volati.
Ma quello che ho imparato resterà.








Grazie cara Dafne, mi sono commossa tanto a leggere queste tue parole.. Grazie a nome di tutta la Ninna, bipedi, pelosi e spinosi. E speriamo di rivederti presto! 🥰🙏🏽
Considerazioni bellissime e utili ad una riflessione personale.