Due piccoli kiwi con gli aculei
La storia dei ricci Agatino e Amelia 🦔🦔
All’inizio di ottobre 2025 la mia vicina Claudia trovò nel suo giardino due minuscoli riccetti. Bastò uno sguardo per capire che erano davvero piccoli. Più che ricci sembravano due kiwi con gli aculei.
Quando li pesai arrivò la conferma.
🦔 Agatino: 280 g
🦔 Amelia: 330 g
Con pesi così ridotti sarebbe stato molto difficile affrontare il primo letargo in sicurezza.
In quel periodo era ancora possibile, grazie alla delega e alla supervisione dell’Associazione Amici del Riccio Ticino, ospitare per un breve periodo alcuni ricci che necessitavano semplicemente di aumentare di peso prima del rilascio. Tutto veniva fatto seguendo scrupolosamente le indicazioni degli esperti.
Piccola nota: dal 2026 la normativa è cambiata e oggi questa possibilità non esiste più. I ricci in difficoltà devono essere affidati esclusivamente ai centri e ai volontari autorizzati. Tengo a precisarlo per evitare equivoci: questa storia racconta un’esperienza avvenuta quando la normativa era diversa.
Per qualche giorno Agatino e Amelia condivisero il recinto con un’altra piccola riccia, Martina, di cui vi ho già raccontato la storia. Lei però era talmente irrequieta e nervosa che, appena raggiunse un peso sufficiente, venne liberata immediatamente. Non amava affatto la vita in recinto e il suo posto era senza dubbio la natura.
Agatino e Amelia, invece, rimasero ancora qualche settimana.
Fin dai primi giorni mi resi conto che avevano due caratteri completamente diversi.
Agatino era un piccolo terremoto. Coraggioso, curioso e sempre pronto a esplorare ogni angolo del recinto.
Una piccola curiosità : Agatino, nei primi giorni, si chiamava in realtà Agata. Eravamo convinti fosse una femminuccia, ma durante uno dei controlli abbiamo scoperto che era un bel maschietto! Da quel momento il nome è cambiato definitivamente. 😄
Amelia, invece, era l’esatto contrario. Timidissima. Bastava che percepisse la mia presenza e si chiudeva immediatamente a pallina. Credo di aver visto il suo musino pochissime volte. Era una riccetta molto prudente e forse proprio questa era la sua forza.
Alla fine di ottobre era arrivato il momento di tornare liberi, il clima era perfetto, soleggiato e non troppo freddo.
Il giorno del rilascio pesavano:
🦔 Agatino: 553 g
🦔 Amelia: 611 g
Non erano ancora dei pesi perfetti, ma erano ormai sufficienti per affrontare la vita selvatica e, come ho sempre pensato, un riccio deve rimanere in cattività il meno possibile.
Alla fine di ottobre li abbiamo riportati esattamente nel luogo in cui Claudia li aveva trovati, sotto una bella catasta di legna, perché quello era il loro territorio e volevamo che potessero continuare la loro vita da ricci selvatici.
Da quel momento le loro storie hanno preso due strade diverse.
Di Agatino abbiamo continuato ad avere molte notizie. Alla fine di marzo è ricomparso nel nostro quartiere con un bellissimo peso di 713 grammi. Da allora è diventato uno dei ricci che osserviamo più spesso. Fa il giro dei giardini, passa da una casa all’altra, litiga, si innamora…
Di Amelia, invece, non abbiamo più avuto avvistamenti.
Ma chi osserva le polpette spinose sa che questo non significa necessariamente che sia successo qualcosa. I ricci possono ampliare il proprio territorio, scegliere altri giardini oppure essere semplicemente molto più schivi di altri. Non tutti diventano frequentatori abituali delle nostre mangiatoie.
Mi piace immaginare Amelia proprio come l’ho conosciuta, timida e prudente. Forse oggi vive tranquilla in qualche altro giardino, nascosta tra le foglie, osservando il mondo senza farsi notare.
Noi possiamo accompagnare queste piccole vite per un tratto del loro cammino, aiutarle quando ne hanno bisogno e gioire quando tornano libere.
Poi saranno loro a scegliere la strada da percorrere.
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