Bollo e la sua battaglia contro le zecche
Storia di Daniela, vicina di casa, amica e grande sostenitrice delle polpette spinose.
La mia amica e vicina di casa Daniela ha voluto raccontare questa storia risalente al 2023. Una di quelle storie che fanno capire quanto una piccola vita possa mettere in moto tante persone.
Di seguito la storia che Daniela mi ha condiviso.
Il ritrovamento del riccio Bollo
Il 6 agosto in una bella sera d’estate, mio nipote e la sua ragazza trovano un riccio sofferente in strada, a San Pietro di Stabio. La ragazza mi chiama e mi dice che è pieno di bolle.
Vado subito a recuperarlo e lo porto a casa. Guardandolo meglio capisco che quelle “bolle” sono in realtà una miriade di zecche. Non avendo l’attrezzatura adatta, provo a contattare Elena, la mia vicina… ma è in vacanza.
Verso le 22:00 però, io e mia figlia Eleonora andiamo comunque a casa sua, perché suo marito Matteo si è offerto “volontariamente” (ah ah ah!!!) di darci una mano.Il riccio pesa 489 grammi e sta davvero male. Matteo riesce a togliere circa 40 zecche, ma è un lavoro difficilissimo: tra gli aculei è complicato muoversi.
Riporto il riccio a casa, ma capisco che serve aiuto esperto e contatto i volontari dei ricci. La ragazza che risponde è all’estero, ma mi mette subito in contatto con suo papà, Jean-Claude di Bellinzona.
Nel pomeriggio ci incontriamo all’Ikea e gli consegno il riccio.
Da lì il riccio viene portato a Quartino, nelle mani esperte di Romina, del Centro Amici del Riccio Ticino.
Il riccio viene curato con antibiotici e addormentato per poter rimuovere altre 42 zecche.
Vengo aggiornata costantemente da Romina sulle condizioni del riccio.
Il riccetto era molto debole e anemico, ma dopo diverse flebo e medicamenti migliora e prende sempre più forza.Dopo 17 giorni di cure, Bollo è pronto a tornare a casa e il 23 agosto del 2023 mi reco a casa di Jean-Claude e recupero il riccio ormai quasi guarito.
Il riccetto però ha bisogno di qualche giorno di convalescenza in un recinto protetto e all’epoca ne ero sprovveduta così ho ricontattato Elena la vicina e la sera stessa Bollo è stato messo nel recinto.
Dopo qualche giorno Bollo è stato rilasciato.

🦔 Perché è stato chiamato “Bollo”?
Il riccio è stato chiamato Bollo perché, all’inizio, la ragazza di mio nipote pensava fosse pieno di bolle… e non di zecche.
Un nome che fa sorridere, ma che racconta perfettamente l’inizio di questa storia.
🤍 Una storia che insegna
Questa storia mette in evidenza due aspetti importantissimi.
Il primo è il volontariato.
Quante persone si sono attivate per salvare Bollo: familiari, vicini, volontari, trasportatori, il centro di cura.
Daniela è rimasta profondamente colpita dalla disponibilità di Jean-Claude e dal grande cuore di Romina.
Il messaggio che questa storia vuole trasmettere è tanto semplice quanto fondamentale: il volontariato va rispettato e sostenuto.
⚠️ Zecche: un problema sempre più presente
Oltre a questo, la storia di Bollo evidenzia un altro aspetto importante: le zecche.
Le zecche sono sempre esistite, è vero. Oggi, però, sono sempre più diffuse e resistenti. Gli inverni miti non le riducono più come una volta e questo le rende più persistenti durante tutto l’anno. Le zecche non sono pericolose solo per i ricci (possono trasmettere malattie anche all’uomo).
🧾 Box informativo sulle zecche
Ecco alcune informazioni utili sulla prevenzione e consigli pratici sul cosa fare in merito alle zecche.
🛡️ Come difendersi dalle zecche
Quando si va nella natura (boschi, prati, giardini):
Indossare abiti lunghi (soprattutto fino alle caviglie)
Usare repellenti adeguati sulla pelle e sui vestiti, preferire prodotti con DEET (fino al 50%) o equivalenti efficaci
Al rientro, esaminare indumenti e corpo (anche cuoio capelluto)
🔍 Come riconoscere una zecca
Le zecche si attaccano alla pelle e si nutrono di sangue. All’inizio sono molto piccole e nere, poi si gonfiano e diventano di colore grigio chiaro.
Spesso si trovano:
Dietro le ginocchia
Sotto le ascelle
Nella zona inguinale
Sul cuoio capelluto
🩺 Cosa fare in caso di morso di una zecca
Rimuovere la zecca il prima possibile con una pinzetta apposita
Afferrarla vicino alla pelle e tirare delicatamente
Disinfettare la zona
Monitorare eventuali sintomi nei giorni successivi
Se compaiono arrossamenti estesi, febbre o sintomi influenzali, è importante contattare il vostro medico.
💉 Vaccinazione in Ticino contro le zecche
In Ticino è consigliata la vaccinazione contro la Encefalite da zecche (TBE), una delle malattie trasmessa da questi parassiti.
Per informazioni aggiornate si può fare riferimento all’Ufficio del medico cantonale del Ticino o al proprio medico.




