Sette piccoli ricci in difficoltà
L'esperienza di volontariato di Martina e Valentina, le mie nipotine
A fine giugno il caldo era soffocante. Da giorni si sfioravano i 34 gradi e ogni sera scendevo nel giardino di mia mamma per controllare che le mie polpette spinose avessero sempre acqua fresca a disposizione.
Nel giro di una sola settimana è successo qualcosa che non mi era mai capitato.
Prima un cucciolo di riccio trovato da solo vicino a una mangiatoia. Poi un secondo, ritrovato dalla mia vicina Elena. Nei giorni successivi ne sono comparsi altri, sempre nella stessa zona, fino ad arrivare a sette piccoli ricci, tutti con un peso compreso tra i 90 e i 140 grammi. Erano ancora troppo piccoli per cavarsela da soli: normalmente, a questa età, i cuccioli restano ancora con la mamma.
Erano disidratati, esausti e apatici.
L’ipotesi più probabile è che la mamma riccia non ci fosse più e che, spinti dalla fame e dall’istinto di sopravvivenza, abbiano iniziato ad avventurarsi fuori dal nido in cerca di cibo.
Seguendo passo dopo passo le preziose indicazioni di Elsa e Romina, ci siamo presi cura di loro nelle prime ore, per poi portarli al Centro Recupero di Quartino, dove hanno ricevuto tutte le cure necessarie.
Per me il vero regalo di questa storia, però, non sono stati solo i sette cuccioli salvati.
È stato vedere Martina e Valentina, le mie nipotine, appassionarsi giorno dopo giorno a questo mondo spinoso.
Erano con me fin dal primo ritrovamento e la loro curiosità cresceva ogni sera. Così ho iniziato a portarle al Centro Recupero Ricci di Quartino, dove hanno potuto scoprire cosa significa davvero fare volontariato.
Hanno imparato a pulire le gabbiette, preparare il latte e la pappa, pesare i ricci, osservarli con attenzione e persino pitturarli con il codice colore.
Sono esperienze semplici, ma che insegnano tanto: il rispetto per gli animali, la pazienza, la responsabilità e l’empatia.
Nel frattempo i sette fratellini sono cresciuti. Oggi sono tornati dalla mia vicina di casa in un box esterno, sono fuori pericolo e ognuno ha già mostrato un carattere diverso. C’è il più curioso, il più timido, il più goloso... è sorprendente vedere quanta personalità abbiano già.
Tra qualche settimana, raggiunti i 700 grammi, torneranno finalmente liberi.
Per me è stato bellissimo condividere questa esperienza con Martina e Valentina, con mia mamma, sempre pronta a dare una mano, e con le mie vicine, ancora una volta preziosissime.
🦔 I magnifici sette
Ormai queste nuove polpettine fanno parte della famiglia e ognuno ha già il suo carattere.
Verdino, il più intraprendente, trovato da Valentina, che gli ha anche assegnato il nome.
Ciccio, trovato dalla mia vicina Elena. Il nome è stato scelto da suo figlio.
Batuffolo, il più cicciotto del gruppo... anche se inizialmente eravamo convinti fosse una femmina!
Lucy, trovata da Martina, con tantissime zecche sul pancino.
Miky, la più fragile all’inizio: tremava tutta e temevamo non riuscisse a farcela.
Valentina, timida e riservata.
Mandarino, l’ultimo arrivato e il più solitario.
Ho chiesto alle mie nipotine di commentare l’esperienza che hanno visuto nel prendersi cura dei ricci. Qui sotto le loro testimonianze.
💚 Le parole di Valentina
Una sera ero in vacanza dalla nonna e io e la zia Dada siamo uscite a fare il giro dei ricci.
Abbiamo incontrato qualche riccio che conoscevamo già e, verso mezzanotte, siamo andate a controllare la mangiatoia. Lì ci aspettava una sorpresa: una piccola pallina di aculei tutta sola nella ciotola del cibo.
Era piccolissimo e molto carino. Abbiamo aspettato un po’ prima di prenderlo perché pensavamo che la sua mamma fosse ancora nei paraggi. Dopo circa due ore era ancora lì da solo, così lo abbiamo preso per controllare se stesse bene.
Mi è piaciuto tantissimo aiutare la zia a prendersi cura di lui. Abbiamo scoperto che era un maschietto e ho deciso di chiamarlo Verdino.
Nei giorni successivi io e la mia cuginetta Martina siamo andate al Centro Recupero Ricci di Quartino, dove Romina ci ha permesso di darle una mano. Abbiamo pulito le gabbiette, tolto qualche zecca, preparato da mangiare e dato le medicine ai ricci. Dovevano prenderle per cinque giorni e non era sempre facile: Batuffolo e Lucy erano bravissimi, mentre gli altri facevano un po’ i monelli!
Li pesavamo tutti i giorni e, se qualcuno perdeva peso, gli davamo un po’ di latte apposta per ricci.
Questa esperienza mi è piaciuta tantissimo. Mi emozionava prendermi cura dei ricci e vederli crescere giorno dopo giorno. 💚🦔
💚 Le parole di Martina
È stato bellissimo, ma anche un po’ triste, trovare uno dopo l’altro tutti quei riccetti. Ero felice perché sapevo che li stavamo salvando, ma allo stesso tempo mi faceva tanta pena pensare che non avessero più la loro mamma.
Non li ho trovati tutti insieme. Prima ho trovato Lucy, poi le due sorelline Michela e Valentina, e infine Mandarino. Ogni volta li portavamo da Romina al Centro Recupero, che ci ringraziava perché li avevamo soccorsi in tempo.
Ci andavo spesso per aiutarla. Pesavo i ricci, li coloravo con il loro codice, osservavo quanto crescevano e davo una mano a togliere le zecche, pulire le ciotole e preparare da mangiare.
Mi stupiva vedere quanto crescessero velocemente.
A volte dovevamo addormentarli per togliere le zecche dalla pancia, che è morbidissima, e poi abbiamo iniziato una cura con le medicine. Bisognava tenerli fermi e, con una piccola siringa, cercare di fargliele prendere per cinque giorni. Non era sempre facile!
Alla fine è stata una grande emozione riportarli nel box all’aperto nel giardino della vicina Daniela. Adesso sono cresciuti, stanno bene e presto potranno tornare liberi.
🌱 Il volontariato fa bene al cuore
Osservando Martina e Valentina in quelle settimane ho capito ancora una volta quanto il volontariato possa lasciare qualcosa di bello dentro.
Non importa quanti anni si hanno. Si può iniziare da bambini, da adulti o quando si va in pensione. Si può dare una mano agli animali, alle persone, all’ambiente o a una delle tante associazioni presenti sul territorio.
Io, nel mio piccolo, non avrei mai immaginato che sette piccoli ricci potessero regalare alle mie nipotine un’esperienza così bella. Spero che questa avventura resti nel loro cuore, ma sono già sicura che le abbia già ispirate a continuare.
Il volontariato non cambia solo la vita di chi riceve aiuto. Cambia anche quella di chi decide di tendere una mano. ❤️🦔





