🦔 Nina, la piccola che mi ha fatto dubitare
Questa storia inizia con un nome. Nina.
Nina è la mia nipotina, ha 17 anni e ha un talento bellissimo: con l’uncinetto crea dei riccetti adorabili, che abbiamo donato all’Associazioni Amici del Riccio Ticino per raccogliere offerte a favore dei ricci in difficoltà.
Una sera di ottobre, Nina è arrivata a cena da me, non potevamo che fare quello che facciamo sempre: uscire a fare il nostro giro di ispezione ricci.
Torcia in mano, occhi attenti… e poi eccola lì.
Una piccolissima polpetta spinosa.
La pesiamo: 280 grammi.
Troppo pochi per affrontare l’inverno.
E lì ho preso una decisione.
Non l’ho trattenuta.
Non mi piace tenere i ricci “prigionieri”, anche quando lo faccio con le migliori intenzioni. In questo caso per farla aumentare di peso. Ho osservato questa riccetta e ho capito che sapeva dove trovare il cibo, si muoveva, sembrava attiva… e mi sono detta:
“La lascio stare. Sa quello che fa.”
E proprio quella sera abbiamo deciso di chiamarla Nina.
🤔 Il dubbio
Nei giorni successivi, però, qualcosa è cambiato in me. Non l’ho più vista e ho iniziato a preoccuparmi. L’ho cercata, sera dopo sera. Controllavo le casette, i soliti punti, i nascondigli.
Niente.
E lì è arrivato il dubbio. Quel pensiero che si insinua piano ma non ti lascia più:
E se avessi sbagliato?
E se l’avessi lasciata al freddo, incontro a un destino troppo difficile per lei?
Con il senno di poi, mi ero pentita di quella scelta.
Il secondo incontro
Poi, un giorno di novembre, Nina (la riccetta) è ricomparsa.
E non era più la stessa.
La pesiamo: circa 500 grammi.
Era cresciuta, si era rafforzata.
Era ancora lì e stava bene.
In quel momento ho capito una cosa semplice: Nina era forte e probabilmente ce l’avrebbe fatta.
🍂 Il letargo… sotto terra
Poi di nuovo il silenzio per i mesi invernali.
Fino al 5 marzo.
Spostando un piccolo mucchio di foglie, ecco Nina lì sotto. Mezza interrata.
Una scena che non avevo mai visto prima.
Era in pieno letargo: immobile, con i parametri vitali rallentati, completamente affidata al suo rifugio.
E l’abbiamo lasciata dormire.
Perché i ricci sanno scegliere bene dove passare l’inverno.
A volte non si limitano a stare sotto le foglie: scavano leggermente, si proteggono con terra e materiale naturale, creando una tana isolata dal freddo.
🌸 Il risveglio
Il 25 marzo si è svegliata!
Nina era tranquilla e mangiava serena. Peso: 419 grammi. Un po’ magretta, ma va bene così. Dopo il letargo è normale essere più leggeri. Ora la cosa importante è che mangi, recuperi e riprenda forze con i suoi tempi.
E io sono sicura che ce la farà.







A volte , prendere decisioni che possono cambiare la vita a qualcuno, è molto complicato. Ma questa volta, si è rivelata la migliore. Complimenti x i riccetti che fa Nina ( tua nipote)!