⚡️Martina, energia pura
Martina è la mia nipotina di 10 anni, sta piano piano sviluppando un amore speciale per le polpette spinose… probabilmente contagiata da me.
Quando viene in giardino mi aiuta sempre: riempiamo insieme le ciotole, controlliamo i movimenti notturni e osserviamo i ricci con quella curiosità che solo i bambini sanno avere.
Ecco cosa scrive mia nipote Martina:
Mi chiamo Martina e sono la nipote di Dafne, ho dieci anni e l’estate scorsa ho vissuto un’esperienza davvero indimenticabile.
I miei genitori hanno deciso di prendersi due settimane libere per un viaggio in Sri Lanka, quindi hanno lasciato i miei fratelli in colonia e me dalla nonna. Mia nonna ha un giardino molto grande ed è la mamma di Dafne quindi ha il giardino pieno di ricci e deve occuparsene tutti i giorni.
In quel periodo all’Associazione Amici del Riccio erano arrivati tre nuovi riccetti cuccioli e orfani (Xena e i due fratellini Olaf e Ozzy) e mia zia mi ha chiesto di occuparmene. Siccome erano ancora dei cuccioli, dovevano stare in un recinto nel giardino di mia nonna. In quel recinto c’erano due casette: una per il cibo e una per dormire, più la ciotola dell’acqua all’esterno delle casette.
Al mattino mi svegliavo, facevo colazione, davo la colazione ai miei due gatti che erano in vacanza con me, e poi cambiavo l’acqua ai riccetti e ai ricci adulti, gli davo da mangiare: croccantini per gatti, vermetti secchi, cibo misto per ricci e noci; poi continuavo normalmente la mia giornata.
La sera davo a tutti i ricci una bustina di cibo umido per gatti. E prima di andare a dormire facevo un ultimo giro del giardino dove spesso incontravo già qualche riccio.
Dopo due settimane abbiamo aperto il recinto e i riccetti sono stati liberati.
È stata una delle più belle esperienze della mia vita.
Mia nipote Martina è sempre in movimento, sempre attiva… un carattere energico… proprio come la polpetta spinosa a cui ho deciso di dare il suo nome e di cui vi parlo.
La storia di Martina (il riccio)
Martina l’ho trovata nei primi giorni di ottobre 2025.
Era ancora piccolina, poco più di 300 grammi, ma fin da subito si è fatta riconoscere.
Non era una riccetta tranquilla.
Non stava ferma, non si rilassava… era sempre in movimento, agitata, come se volesse essere altrove, proprio come mia nipote.
Una polpetta spinosa difficile da trattenere
L’ho tenuta con me per un breve periodo, giusto il tempo di monitorarla e farla aumentare di peso per arrivare pronta al letargo.
Ma era evidente, Martina non era fatta per stare ferma. Irrequieta, voleva tornare fuori, voleva muoversi, esplorare, vivere.
Così ho preso una decisione.
Quando ha raggiunto circa 500 grammi, ho deciso di rilasciarla.
Anche se non aveva raggiungo il peso ideale di 700 g, sentivo che per lei la libertà era fondamentale.
Seguire il proprio istinto
A volte si pensa che aiutare significhi trattenere, controllare, proteggere il più possibile. Ma con Martina ho capito che esiste anche un altro tipo di aiuto: saper lasciar andare.
Era forte, reattiva, piena di energia. E aveva una gran voglia di cavarsela da sola.
Il ritorno
E poi, come spesso accade con i ricci… le storie non finiscono.
Il 23 marzo 2026 Martina si è fatta rivedere. Non da me… ma nel giardino della mia vicina.
Peso: 678 grammi.
Un peso ottimo, segno che ha affrontato il letargo e ne è uscita bene.
Martina, un carattere unico
Ogni riccio ha il suo carattere. Martina, senza ombra di dubbio, è stata una delle più vive, intense e imprevedibili. È arrivata agitata… ed è tornata libera.
E oggi è là fuori, a fare la sua vita e a incontrare altre polpette spinose… infatti è stata vista con Finnick un maschio e chissà che nasca l’amore.




