Can, una storia che ritorna
Un racconto di Elsa Perini del Centro recupero ricci di Maggia
Elsa, insieme al marito Alex, gestisce da molti anni il Centro recupero ricci di Maggia, un luogo dove i ricci in difficoltà trovano non solo cure veterinarie, ma tempo, pazienza e rispetto dei loro ritmi.
Qui ogni polpetta spinosa viene seguita passo dopo passo, spesso per mesi, a volte per anni, con una dedizione silenziosa che raramente fa notizia, ma che cambia davvero il destino di questi animali.
La storia che segue non è solo il racconto di un riccio, ma la prova concreta che ogni sforzo può avere un senso, anche quando sembra che tutto finisca nel momento del rilascio.
Il racconto che segue è stato scritto da Elsa, la quale me l’ho ha condiviso in modo tale da poterlo pubblicare qui.
La storia di Can
A volte ci chiediamo se il nostro impegno costante, giorno e notte, serva davvero a qualcosa.
Ogni riccio che ci viene affidato riceve cure, attenzioni e speranza. Quando raggiunge il peso giusto per la sua età, viene restituito alla libertà. E poi… il suo futuro diventa un’incognita.Can, però, ci ha regalato una storia speciale.
Il 18 settembre 2023 viene trovato in condizioni gravissime: è stato morsicato da un cane e pesa appena 246 grammi. La sua vita è appesa a un filo. Viene subito portato da Romina, che con competenza ed esperienza si prende cura delle sue ferite. Giorno dopo giorno, Can lotta.
Dopo un primo periodo, arriva a Maggia, dove il suo percorso di guarigione continua.Il 28 ottobre 2023, con 656 grammi, Can è abbastanza forte per affrontare il letargo in un recinto esterno. Lì continua lentamente a crescere, finché il suo corpo decide che è arrivato il momento di dormire.
Si risveglia il 4 marzo 2024, più robusto: 865 grammi di vita ritrovata.Il 6 aprile 2024 arriva il momento più atteso: il recinto viene aperto e Can torna libero, nel giardino di Maggia. Pesa 1’154 grammi.
Da quel momento ricompare ogni tanto: di giorno nei dormitori, la sera alla mangiatoia. Ogni incontro è una piccola conferma: è vivo, sta bene, continua il suo cammino.L’ultima volta viene visto il 30 maggio 2025. Pesa 835 grammi. Poi, di nuovo, il silenzio.
Fino alla sera del 6 gennaio 2026, quando il campanello suona. Sono dei vicini che abitano a circa cento metri di distanza. Hanno trovato un riccio sveglio, attivo, ma insolitamente piccolo per la stagione.
Basta uno sguardo ai colori ancora ben definiti sul dorso per capire che è lui: Can.
Il peso racconta la sua difficoltà: solo 585 grammi.Ancora una volta Can torna tra le mani di chi già lo conosce. Le cure mirate iniziano subito e, come in passato, lui risponde con forza. I risultati non tardano ad arrivare.
I suoi denti sono ancora in ottime condizioni, sorprendenti se si pensa che la prossima estate compirà tre anni.Oggi Can pesa 742 grammi.
E la sua storia non è finita.Quando la stagione lo permetterà, tornerà libero, proprio lì, nel giardino di Maggia.
Perché Can, ormai, fa parte di casa.

Can, una storia da condivedere
La storia di Can ci ricorda perché tutto questo prendersi cura di questi animaletti ha senso.
Ci ricorda che un riccio rilasciato non “sparisce”, ma sta vivendo la sua vita. E che a volte, quando ha di nuovo bisogno, sa tornare dove è stato aiutato.
È la dimostrazione che la cura, la pazienza e la costanza non si perdono nel nulla.
Restano.
E, ogni tanto, tornano a suonare il campanello.




Grazie 🥰🥰